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Dai nostri amici Rom e Sinti apprendiamo

 

…Dopo l'incendio di mercoledì 8 marzo al campo rom di via Triboniano 212, a Milano, riprende, senza un attimo di tregua, l'attività della polizia per allontanare i Rom. Si preannuncia una nuova installazione di containers di recupero dai terremotati per la 'messa in sicurezza' del NUOVO campo…..

 

Invitiamo chi legge questa notizia a diffondere il seguente comunicato stampa, ovunque sia possibile.

La red

 

 

Il Comune di Milano sta approntando, con ampio ritardo, la cosiddetta messa in sicurezza del campo comunale per Rom in via Triboniano 210-212, costituito il 6 nov. 2001 e subito uscito… di sicurezza, per un’improvvido squillo di trombe mediatiche che lo trasformò in un punto di raccolta di Rom da tutt’Italia, con la conseguente drammatica condizione d’ingovernabilità –sia da parte dei capi famiglia, che delle autorità municipali- che è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere, invece di fare propaganda.

Il fuoco di mercoledì sera ha dato una mano, senza troppo distinguere fra regolari ed irregolari, come d’altronde fanno le autorità degli sgomberi.

 

* Il giorno dopo il disastro la polizia era già all’opera per l’ennesima conta e così 10-15 persone sono state portate via con un pulmino dalle macerie ancora fumanti e dalle famiglie.

Il progetto deliberato in Giunta prevedeva che l’insediamento sarebbe stato diviso in quattro settori. Gli abitanti di ognuno di questi settori sarebbero stati trasferiti in successione nel prato antistante, per consentire l’esecuzione dei lavori; quindi, gli aventi diritto (a giudizio insindacabile del Comune e con l’assistenza del servizio sociale, affidato alla Questura) avrebbero potuto poi prendere possesso dei containers messi a disposizione dal progetto (costo 1.050.000 €).

 

* Non stiamo qui a sottilizzare su altri aspetti, quali la realizzazione, nonostante l’ostilità degl’interessati e degli altri abitanti del quartiere, d’un insediamento di 300 persone, in area di rispetto cimiteriale, nella zona 8 del Decentramento, già carica di analoghe presenze, con conseguenze a ricaduta sull’uso di servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti…).

 

* Contrariamente al previsto, si è cominciato dai Rom bosniaci, una famiglia allargata di 50 persone. Essi hanno assistito, dal fango del prato, in cui hanno trascorso questi mesi di pioggia e gelo, alle varie fasi dei lavori e, con grande sconcerto, a quella che ha portato all’installazione dei containers. Infatti, mentre la gru li sollevava per collocarli sul terreno, hanno potuto constatare che essi erano ampiamente danneggiati nella parte sottostante. Alcuni lo sono anche nell’interno e nel soffitto. Insomma, ci piove. Uno dovrà essere sostituito, perché i suoi allacciamenti non corrispondono a quelli che l’impresa ha realizzato nel terreno.

 

*Ci chiediamo se questi scatoloni, ammassati a due metri l’uno dall’altro, abbiano veramente un costo tale da corrispondere a quello previsto in delibera, dove peraltro non si parla di materiali di recupero.

Su ognuno di essi, infatti, una targhetta metallica recita: Commissario del Governatorato del Friuli. Ditta Autocar Nuova di Battistini Ezio. Cesena. Contr. N° 301. 9.7.1992. Riparato 11.2.1993.

 

*I Rom romeni, autentici emigranti, a poco tempo dal preannunciato inizio (?) dei lavori, ancora non sanno con che criterio saranno scelti gl’inquilini e gli espulsi, col solito probabilissimo  esito di famiglie spezzate, di bambini tolti dalla scuola, di lavoro faticosamente trovato e subito perso.

Insomma una nuova Capo Rizzuto.

 

*Non ci rimane che ricordare che dentro quelle scatole vivranno delle persone, che verranno a rilassarsi, tornando dal lavoro in cantiere, dei bambini ci ritorneranno da scuola e ci faranno i compiti, ecc. Una ‘corea’, come si diceva una volta, parlando di emigranti nostri.

In fondo, ci pare un bel segnale d’integrazione e di cittadinanza, se degli zingari potranno, finalmente, vivere come i nostri terremotati.

Ma, se scoppiasse un incendio, nel NUOVO CAMPO messo in sicurezza (ma con le bombole), che accadrebbe fra questi containers ammucchiati?

 

Milano 10 marzo 2006 per il Presidente, Laurenţiu Sandu, il vicepresidente Ernesto Rossi

 

 

ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE ROM E SINTI – ONLUS

________________________________________________________________________

sede legale: Via Triboniano 212 – 20156 Milano  (Italia). Tel. +39.(02).48409114

sede operativa: Provincia di Milano, Via Pancrazi 10 –20145 Milano. Tel. +39.(02).7740.4489 – fax 7740.4490

Costituita il 18 luglio 2004, registrata a Milano il 22 novembre 2004 , n° 104485 serie 3. Codice fiscale 97389270154

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In occasione del centenario della nascita, giornata dedicata a "DIETRICH BONHOEFFER: una lettura da "Resistenza e resa" con la partecipazione del professor Fulvio Ferrario della Facoltà Valdese di Teologia di Roma, di Juerg Kleemann della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e di Paolo Colombo del Centro Ecumenico Europeo per la Pace. L'incontro è organizzato in collaborazione con la Chiesa Cristiana Protestante di Milano.
Vogliamo ripercorrere  la vicenda che ha portato al martirio Dietrich Bonhoeffer con un’introduzione alla vita e al pensiero del giovane teologo tedesco,a cui farà seguito la lettura del suo  scritto “Dieci anni dopo”..Il testo sarà letto dall’attrice Stefania Casiraghi e commentato dai relatori.
L'appuntamento è per sabato 18 marzo 2006, dalle ore 15 alle 18, presso la sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.

 

 

Rabbi Moshe Loeb diceva:

“La via in questo mondo assomiglia al filo della lama d’un coltello.

Di qua e di là c’è l’abisso e la via della vita corre nel mezzo”

(da “Racconti chassidici” di Martin Buber)

 

 

 

HANS JONAS (1903-1993)

 

 

Studiò filosofia e teologia con Husserl, Bultmann e Heidegger. Dopo l'avvento del nazismo, emigrò negli Stati Uniti e qui insegnò in diverse università americane. Il suo itinerario intellettuale, come egli stesso disse, può essere suddiviso in tre tappe: gli studi sullo gnosticismo, gli studi per una filosofia dell'organismo che incontra le scienze naturali, gli studi infine per una filosofia pratica che affronti i problemi posti dalla società odierna. Qui si accennerà brevemente solo all'ultima fase del suo pensiero. Jonas parte dalla constatazione che oggi l'uomo ha messo in pericolo la natura che lo circonda e in cui vive. Quindi l'uomo ha bisogno di una nuova etica, un'etica della previsione e della responsabilità. L'etica tradizionale, secondo Jonas, era un'etica antropocentrica, che si fermava al qui ed ora e non si poneva il problema degli effetti futuri delle nostre azioni. Da qui l'esigenza di passare da un'etica puramente antropocentrica ad un'etica planetaria, e da un'etica della contemporaneità ad un'etica per la posterità. L'imperativo categorico di Jonas diventa quindi: "Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". Ma perché si dovrebbe preferire l'essere al non-essere, la vita alla distruzione? Per rispondere, Jonas dice che bisogna trovare un fondamento della morale, e questo si trova nella constatazione che essere è meglio che non essere (anche perché come potrebbe il nulla difendere le proprie posizioni se non …essendo, cioè non essendo più nulla ma qualcosa?). Da ciò deriva che l'uomo ha il dovere di dire sì alla vita. Il diritto alla vita si trasforma nel principio responsabilità. L'uomo ha il dovere di essere responsabile nei confronti della natura e delle generazioni future. E per vivere realmente questa responsabilità, egli parla di una "euristica della paura", nel senso che la responsabilità si deve fondare sia sulla speranza, fondamento per ogni azione, e sia sulla paura, che funge da stimolo per evitare di combinare troppi guai. Da questo punto di vista, Jonas è contrario alla clonazione umana mentre è favorevole all'eutanasia (il diritto di vivere include anche il diritto di morire). In ultimo, in un breve e famosissimo saggio intitolato Il concetto di Dio dopo Auschwitz, egli sostenne che Dio non è intervento ad Auschwitz perché…non ha potuto. Dio, per Jonas, non è onnipotente. Di fronte al dilemma di come un Dio buono abbia potuto permettere certe atrocità, la risposta di Jonas è: io faccio salva la bontà di Dio ma debbo negargli l'onnipotenza. L' uomo di Jonas è quindi un'immagine del Dio sofferente (ampiamente verificabile nelle Canone ebraico) e che si prende cura, per l'altro è anche il Dio che ha rinunciato all'onnipotenza e che accetta per questo tutte le implicanze che questo può comportare. All’essere umano spetta il contrasto del male, per il futuro delle prossime generazioni.

 

 

                                                      Milano: libertà razziste e deliri nazifascisti

                                               Dove sono i nostri politici, campioni di “democrazia” ?

 

 

Invito alla lettura

 

Hans Jonas

Il concetto di Dio dopo Auschwitz

Genova, Il Melangolo, 1997

 

 

 

                                                                                                                           di Matteo Galletti

 

 

Auschwitz è stata senza dubbio una delle più immani tragedie che la contemporaneità abbia conosciuto e, del resto, non pochi libri, articoli, inchieste si sono preoccupati di analizzare questo fenomeno, nel tentativo di metterne in luce le tante zone oscure, di capirne il significato e, non ultimo, di riuscire a spiegarne il perché. Hans Jonas abbandona ogni prospettiva storica, sociologica o etica per acquisirne un'altra, del tutto originale: la prospettiva della teodicea. Come può Dio aver permesso la tortura, l'umiliazione ed infine la morte di milioni di ebrei? Come si può ancora accordare a Dio l'attributo della bontà dopo gli orrori che Auschwitz ha conosciuto? L'esistenza di Auschwitz, secondo Jonas, porta a dover ripensare alla radice il concetto di Dio; si deve rinunciare all'idea di un Dio immutabile, onnipotente e al tempo stesso in parte sconosciuto all'uomo. Attraverso un mito l'autore del libro spiega come Dio abbia volontariamente creato il mondo e abbia rinunciato alla propria perfezione, calandosi nello spazio e nel tempo. Egli ha scelto di farsi immanente, ha preferito il 'divenire' all' 'essere immutabile'; e lo stesso Dio si arricchisce via via grazie all'evoluzione delle specie degli esseri viventi; ogni forma di progresso è per Dio un essere sempre più consapevole di sé e della propria opera. Al comparire dell'uomo sulla terra Dio si rende spettatore del suo cammino: ne segue i primi passi, diviene sentimentalmente partecipe della sua vicenda senza però intervenire mai in essa. Come si colloca Auschwitz in questo processo cosmico? Esso si pone come un evento che chiude un'era e ne inizia un'altra ma è un evento di cui Dio non è responsabile fisicamente. Il Dio di Jonas non è indifferente alle vicende umane ma Egli non può causarle o dirigerle. È un Dio che non è distante dal mondo e tuttavia non è onnipotente. Egli ha concesso all'uomo una delimitata regione in cui muoversi ed ha deciso di non irrompere in questo luogo circoscritto; Dio ha rinunciato a se stesso, alla sua perfezione perché noi fossimo, ma noi e solo noi siamo responsabili degli accadimenti del mondo storico. Anche al di là delle asserzioni filosofiche e delle conclusioni a cui Jonas giunge attraverso la lettura delle Sacre Scritture, questo libretto ci regala due insegnamenti: primo che le vicende, anche dolorose, che appartengono al nostro passato (e pure quelle che apparterranno al nostro futuro) possono essere guardate anche sotto una nuova luce, quella dell’ebraismo; secondo che solo l'uomo è responsabile di ciò che compie. Tirare in ballo un cieco destino o un volere imperscrutabile che ci è superiore serve soltanto ad oscurare il fatto che dobbiamo sempre e comunque imporci un attento esame di coscienza.

 

Hans Jonas, Il concetto di Dio dopo Auschwitz (una voce ebraica), Genova, Il Melangolo, 1997

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Il decreto riguardante i flussi d´ingresso dei lavoratori extracomunitari per l´anno 2006 (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 febbraio 2006 concernente la “programmazione dei flussi d´ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2006”) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale, n. 55 del 7 marzo 2006. In calce al decreto viene precisato che le domande potranno essere presentate agli uffici postali abilitati a partire da martedì 14 marzo 2006, alle ore 14,30. Si informa, inoltre, che è stata emanata un´apposita circolare illustrativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che indica anche la distribuzione delle quote sul territorio nazionale.

Per chi lo desidera è disponibile una guida completa al decreto flussi redatta da “Nero e non solo Onlus” richiedibile in redazione ecumenici@alice.it 
 

 






 

           Sono state raggiunte le 100.000 firme per la petizione popolare delle donne contro la guerra

 

 

 

La newsletter Ecumenici oltre un anno fa non firmò l’appello “per la bibbia nelle scuole” il cui contenuto e un primo elenco dei firmatari è visibile su www.biblia.org  Per quella stessa ragione  riportiamo, condividendolo nei contenuti, l’ultimo dispaccio d’Agenzia riportato dalla ticinese “Voce evangelica”, sulla proposta di insegnamento del Corano nelle scuole italiane: è sempre importante distinguere, per tutti (cattolici e protestanti in primis), le tattiche dalle strategie e contestualmente mettere all’ordine del giorno dell’agenda di discussione dei credenti (che sono anche cittadini) proprio la questione della laicità dello Stato, che - di fatto -oggi è stata relegata ai margini del dibattito, per questioni prevalentemente di opportunismo politico-elettorale. Qui non è – a ben vedere -  in gioco la sola “libertà religiosa degli altri”.

Riportiamo di seguito anche il testo della nostra comunicazione scritta inviata ad Agnese Cigni di Biblia in data 19 febbraio 2005:

 

 

-----Messaggio originale-----
Da: Ecumenici [mailto:ecumenici@aliceposta.it]
Inviato: sabato 19 febbraio 2005 22.01
A: 'biblia@dada.it'
Oggetto: R: appello per la Bibbia nelle scuole

 

Ecumenici da tempo si è espressa positivamente per l'accoglimento della proposta dell'Associazione 31 ottobre in favore dell'insegnamento della storia delle religioni nelle scuole, credendo importante l'approccio interculturale e storico alla questione delle Fedi viventi. Per questa ragione riteniamo di non dover procedere nella diffusione del Vostro appello ma resta fermo il nostro interesse verso le vostre attività a livello associativo.

Vi segnaliamo che il file inviato non può essere comunque messo direttamente su messaggio e-mail per margini di destra fuori dimensione ordinaria.

 

Sincere cordialità

 

Maurizio Benazzi

 

 

                                                      Il Corano nelle scuole pubbliche?

 


09 marzo 2006 - (ve/nev) I protestanti italiani sono contrari all'introduzione di un'ora di insegnamento religioso islamico nella scuola pubblica. Con questa chiara presa di posizione i protestanti intendono introdursi nel dibattito creatosi intorno alla presa di posizione, favorevole, del cardinal Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, circa l’ora di religione islamica nelle scuole pubbliche. La Consulta islamica riunitasi in questi giorni, nell’avanzare una serie di richieste allo Stato italiano, si era spaccata al suo interno su questo punto. L’Agenzia stampa NEV ha raccolto, tra le altre, le dichiarazioni di Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e della pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese.

 

Gianni Long: Le chiese evangeliche hanno sempre espresso la convinzione che l’educazione religiosa è competenza delle famiglie e delle comunità di fede. Ciò è ribadito anche nelle Intese con le cinque chiese evangeliche (e in quella con l’Unione delle comunità ebraiche). Siamo quindi contrari all’insegnamento confessionale nelle scuole pubbliche: quello cattolico oggi ed eventualmente altri domani. Al contrario, riteniamo utile un insegnamento aconfessionale di storia delle religioni. Esiste un progetto in merito dell’"Associazione 31 Ottobre per una scuola laica e pluralista", associazione che fa capo alla FCEI; e anche il Consiglio d’Europa si è espresso per un insegnamento del genere, come mezzo di dialogo e per sviluppare una vera cittadinanza europea.

Maria Bonafede: Sono sempre stata convinta che l’insegnamento della dottrina in vista della fede sia prerogativa delle diverse fedi e religioni e che a scuola non dovrebbe esistere nessun insegnamento confessionale. Credo però che lo Stato avrebbe dovuto prevedere ad introdurre da tempo, sia nella formazione degli insegnanti, sia nella programmazione delle materie curricolari, elementi di conoscenza critica e di valorizzazione delle diverse religioni nella formazione culturale dell’umanità. Non credo che moltiplicare ore di insegnamento confessionale aiuti la convivenza e lo scambio culturale ed umano di cui il nostro paese ha bisogno. Indubbiamente la richiesta della Consulta islamica mette in evidenza quanto l’insegnamento della religione cattolica (IRC) sia un privilegio concordatario ed un problema da risolvere. 

 

Fonte: www.voceevangelica.ch

 

 

 

                                                                              Regali elettorali

 



 

 

                                                                                    Beretta & C.

 

(Disarmo Lombardia) Nel  maxi emendamento dello scorso 8 febbraio il governo ha inserito un passaggio, di cui si ha notizia solo in questi giorni, con il quale si consente ai fabbricanti di armi non solo di riparare le armi prodotte, ma anche di svolgere  “le attività commerciali connesse”.

Per cogliere la gravità di tale provvedimento e l’enorme favore fatto alla società Beretta spa di Gardone VT (Brescia), il cui titolare Ugo Gussalli  Beretta è, come noto, amico personale di Berlusconi e della famiglia del Presidente Americano Bush,  è importante sapere che la Magistratura bresciana ha in corso dal 2005 un’indagine giudiziaria per capire come mai una partita importante di pistole Beretta “riciclate e ricommercializzate” sia anche  finita nelle mani dei terroristi  di Al Qaeda operanti in Iraq.

Sull’ultimo numero del settimanale l’Espresso e sul quotidiano la Stampa di Torino, la vicenda è ricostruita con precisione: la Beretta aveva ricomprato nel 2003, dal Ministero dell’Interno,  44.926 pistole usate (modello 92s)  dalla Polizia italiana e ritirate per essere sostituite con armi più moderne.  Pistole che, nonostante siano definite “fuori uso”, sono semiautomatiche ancora “apprezzate” sul mercato perché armi calibro nove considerate da guerra.

Secondo quanto affermato dalla stampa nazionale, le pistole, per lo più in buone condizioni, erano state svendute a prezzo di rottame dal Ministero alla Beretta, che le aveva poi rimesse a nuovo e rivendute,  senza però avere la necessaria licenza per riparare armi. Per la magistratura bresciana appare illegale la stessa cessione delle armi da parte del Ministero dell’Interno poiché irrispettosa della legge che impone il parere del Ministero della Difesa sulla vendita di armi da guerra.

Nel 2004, comunque, sempre secondo la ricostruzione giornalistica, l’azienda chiede la licenza per vendere armi al governo provvisorio di Bagdad, procedura che poi abbandona, inoltrando alla prefettura di Brescia la domanda di permesso per vendere le pistole in questione a una ditta britannica sconosciuta cui viene consegnato un primo stock di 20.318 pezzi che poi finisce in Iraq. La magistratura, a seguito dell’indagine, sequestra nei depositi della Beretta le restanti 15.478 pistole già acquistate dalla misteriosa società inglese.

E adesso che il Governo di centrodestra, con il decreto dell’8 febbraio, ha confezionato un gran bel regalo per la Beretta, è più che mai necessario fare piena luce su questa vicenda,davvero inquietante.

 

Osvaldo Squassina (Consigliere regionale PRC Lombardia)

 

 

 

 

Diffuso da Giorgio Nobili:

 

                                                          8 PER MILLE E ALTRE REGALIE

 

Non bastava l'8 per mille e il suo perverso meccanismo di moltiplicazione dei soldi, non bastava l'esonero dell'Ici, esteso anche alle strutture commerciali della Chiesa, non bastava l'assunzione in ruolo di migliaia di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche e dei cosiddetti assistenti religiosi negli ospedali pubblici, non bastava il massiccio finanziamento alle scuole private, i privilegi concessi agli oratori e addirittura il 7% degli introiti delle opere di urbanizzazione secondaria che i comuni sono tenuti a versare alle diocesi? non bastava.

 

Dall'ultimo numero di MicroMega, apprendo con sconcerto e vana indignazione anche l'esistenza di queste quisquilie: in base ai Patti Lateranensi, il Vaticano non ha mai pagato una lira per il consumo dell'acqua; consumo, si badi bene, che ammonta a ben 5 milioni di metri cubi annui, la maggior parte utilizzati per irrigare i megagalattici giardini vaticani.

 

Ma non basta: fino agli anni 70, le acque di scarico, sacre sicuramente (ma inquinanti altrettanto sicuramente), confluivano direttamente nel Tevere. Poi furono costruiti i depuratori ma il comune di Roma non ha mai ricevuto il pagamento del costo del servizio che, nel 1999 aveva raggiunto la bella cifretta di 44 miliardi di lire.

Quando l'azienda municipalizzata Acea è stata quotata in Borsa, gli azionisti hanno giustamente richiesto il pagamento degli arretrati vaticani. Ma a quel punto il Ministro dell'Economia dell'epoca è provvidenzialmente intervenuto, accollandosi l'onere del pagamento ed ottenendo in cambio l'assicurazione che il servizio di smaltimento acque sarebbe stato per il futuro regolarmente pagato (costo attuale 2 milioni di euro l'anno). (leggi tutto...)

+ 0 - 0 | § Dedicato a te Davide Melodia, una vita nella libertà dello Spirito

Per scaricare gratuitamente le Losungen 2006 cliccare sul sito http://www.losung.de/ , scegliere la lingua e il programma che si preferisce tramite la funzione "Download"


Si ringrazia coloro che hanno inviato un messaggio di partecipazione al dolore per la scomparsa di Davide Melodia.

L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori. Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sorrida. Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.

Martin Luther King Jr.

 

 

L’Eterno Emigrante       
 
di Davide Melodia            
   


    Adamo
    progenitore d' una migrante specie,
    cacciato dal Terrestre Paradiso, cadde,
    dell' impervio, truce, sconosciuto,
    inospitale mondo,
    dell' angoscia, di belve,
    di violente Forze della Natura, preda.
 
    Ma strappò, coi figli sparsi nei piani,
    nei monti nelle valli nel mare,
    dal suolo e dalle onde cibo,
    ai dirupi ed alle rocce
    grotte per dimorarvi.
   
    Quando, trovato un sito,
    ed ivi prosperato s' insuperbì,
    lasciò dimentico nel pozzo fondo
    miserie e pianti di pellegrino.
 
    Fattosi civile
    al nuovo pellegrino negò
    lo spazio vitale e lo gettò
    fuori, nella notte.
   
    O Tu, che vivi placido nell’opulenza
    assiso tra i frutti del progresso
    torna a quel pozzo e scava,
    scava nella memoria storica
    ed ombre nude e smunte
    vagare vedrai.            
    Son l’ ombre dei tuoi padri.
    Ecco,
    oggi, domani, sempre,
    nel tuo cammino t’ imbatterai
    in povere smarrite creature
    senza casa né cibo, né pace, né amore, né amicizia,
    e forse alfine i derelitti progenitori
    rammenterai e tenderai loro
    una mano amica.                 


          ( Livorno, 29 luglio, 1988 )
                               
 
 
 
(Ecumenici) La corrispondenza di Davide Melodia con la newsletter Ecumenici è stata fittissima da quando ci siamo conosciuti per il tramite della Mailing List denominata “Via Adda non si cancella" (fra anarchici, comunisti, libertari, immigrati, sfrattati e antiproibizionisti);  mi ha scritto talvolta anche tre volte al giorno. Mi metteva a conoscenza di ogni dettaglio della sua vita e dei suoi scritti. E’ stato un vulcano, anche nella fase conclusiva della sua esistenza.
 
Delle sue sofferenze fisiche e famigliari preferiva non parlarne e non lo faremo noi. Era un uomo che non amava essere compatito e a testa alta ha affrontato le questioni cruciali della sua esistenza e della sua svolta non violenta e pacifista; sia in termini di Fede che di impegno politico è stato un simbolo ecumenico di oggi.
 
Viveva nei pressi di un città del lago Maggiore, dopo aver lasciato Livorno, e la lontananza geografica con gli altri non ha certamente favorito il contatto diretto con gli Amici  italiani, inglesi e americani.  Pensate che per ritrovarsi nel mondo quacchero ci si affida solo a telefonate, lettere o a piccoli annunci in inglese che appaiono sulle riviste distribuite negli Hotel della metropoli e destinati ai turisti, prevalentemente americani, di passaggio a Milano. Alcuni non usano regolarmente il PC, altri vivono la vita dello Spirito in solitudine pur continuando a dipingere, a relazionarsi con altri, a lavorare, ecc.
 
Il Movimento quacchero o degli Amici in Italia vive una dispersione estrema, totale. C’è chi sta nei gruppi pacifisti, fra le pallottole vaganti, in terra di Palestina, chi si incontra regolarmente a Bologna e chi durante l’ultimo momento del silenzio a Milano aveva proposto di trasferire la prossima riunione a Verbania, proprio per stare insieme a Davide. Lui mi scrisse che se fossi  riuscito a ottenere la sala valdese di Milano per gli incontri degli Amici, ci avrebbe assicurato la sua presenza, una volta guarito.
 
Parlammo anche di un tema spinoso di questi tempi, perché frutto talvolta di manipolazioni ecclesiastiche: mi riferisco al tema della creazione; Davide sostenne la tesi della collaborazione con Dio, io quella “osè” (usando una sua espressione) della co-creazione, elaborata dalla teologia femminista in Germania. Concordammo alla fine che se anche si trattasse di co-creazione , l’umiltà umana dovesse comunque prevalere sull’orgoglio. Un buon punto di accordo ritengo, rispettoso di entrambi i punti di vista. Fede nell’azione, in vista del Regno, potremmo definirlo, a pensarci bene.
 
Accompagniamo Davide col silenzio e la forza e la libertà dello Spirito. Quella che Lui ha sperimentato e gli siamo grati per l’amicizia.
 
Per chi può, ci si ritrova per i saluti al Tempio metodista di Intra-Verbania sabato mattina alle ore 11.00 in via Mameli 19 (di fronte all’imbarco dei traghetti). La notizia è stata confermata anche dal past. Leonardo Magrì. Rita Sanvittore di Tortona (cell. 347.1774395) è inoltre a disposizione per eventuali ulteriori info telefoniche.
 
Ringraziamo Davide ci ha regalato diversi scritti.
Buona continuazione nella libertà dello Spirito, caro Davide.
 
Maurizio Benazzi
 
 
 
Una vita ribaltata in favore della non violenza, della pace e dell’impegno ecologista
 
 
 
CENNO AUTOBIOGRAFICO
 
di Davide Melodia


 
Nato il 10 agosto 1920 a Messina, Davide Melodia è figlio del Pastore Evangelico Battista, Vincenzo.
Soldato in Cavalleria nel 1939, inviato in Libia nel 1940 prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, cadeva prigioniero dell’Esercito Britannico alla fine del ’40. Dopo sei anni e un mese di Prigionia in Egitto e in Sud Africa, nel 1947 divenne Maestro Elementare, e nel 1949 è stato nominato Pastore Evangelico, come il Padre, per operare a Sarzana, La Spezia e Prato.
Dopo altri sei anni, lasciato il pulpito, ha fatto esperienze di insegnante di inglese in scuole private e nell’ Ente Nazionale Educazione Marinara a Livorno, quindi ha svolto attività di guida turistica e interprete di inglese e francese, e infine è stato per cinque anni Maestro Carcerario.
Nel frattempo ha approfondito la conoscenza della storia Tedesca, specialmente la parte relativa alla Seconda Guerra Mondiale e al Nazismo, per comprendere i problemi dei Lager nazisti e collaborare con il fratello Giovanni, reduce dal Campo di Concentramento di Dachau.
Nel 1960 trovava presso la Libreria Belforte di Livorno il libro:  The Case against Adolf Eichmann, autore Henry A. Geiger, che proponeva all’Editore Cino Del Duca di tradurre. (v. Sintesi Bibliografica)
A Milano,  dal 1961 al 1968, è stato traduttore di redazione da quattro lingue – Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo - presso il giornale Il Giorno.  Si interessava nel frattempo di problemi carcerari con la Lega Nonviolenta dei Detenuti, e, alla luce dell’esperienza pubblicava un libro-documento,  “Carceri = Riforma Fantasma”, nel 1976 - esaurito.
Nei primi Anni ’70 è stato insegnante di Lingua Italiana presso l’Istituto Dante Alighieri di Milano.
Sempre negli Anni ’70 è stato due volte rappresentante del Movimento Nonviolento presso i Congressi della WRI in Europa, e nel 1985 lo ha rappresentato alla Triennale del WRI a Vedchi, in India.
Dal 1972 è vegetariano
Tornato a Livorno è stato nuovamente Guida Turistica, poi insegnante delle Guide, e per quella città ha pubblicato una breve Guida, ed una monografia sullo Storico Cimitero Inglese.
Dal 1979 è tornato alla Predicazione come Predicatore Evangelico, a disposizione di qualsiasi Comunità Protestante, a Livorno, Pisa, Piombino, Isola d’Elba, Carrara, La Spezia, Imperia, Rho. . .,
e dal 1990 a Verbania, Omega, Luino, Como, Imperia, Rho, Canegrate, Paderno Dugnano . . .
Nel 1985 si reca in India ad una Triennale della WRI, e l’anno successivo partecipa ad una Marcia per i Bambini del Mondo da Ahmedabad, e alla Tomba di Gandhi, Dheli.
Sempre negli Anni ’80 collabora con i Nipponzan Myohojii, monaci buddisti pacifisti giapponesi, per presentare una lettera del Sindaco di Hiroshima alla Accademia Navale di Livorno, a Camp Darby di Pisa, alla NATO di Verona, ed a Londra alla Inaugurazione di una Pagoda della Pace nel Kensington Park.
Ancora negli Anni ’80, per conto della Società Religiosa degli Amici, Quaccheri, partecipa al grnde Convegno Ecumenico Internazionale della JPIC (Justice, Peace, Integrity of Creation) ad Assisi, e poi a quello di Basilea.
Impegnato politicamente con i Verdi, è stato Consigliere comunale a Livorno, poi, raggiunto il Lago Maggiore, è stato Consigliere Provinciale del Verbano Cusio Ossola, (VCO), sempre per i Verdi.
Pacifista Nonviolento dal 1947, da subito in contatto con la War Resisters International (WRI), membro del Movimento Nonviolento dal 1972, ne è stato il Segretario per alcuni anni, così come lo è stato della Lega per il Disarmo Unilaterale, fondata dallo scrittore Carlo Cassola.
Dal 1979 è tornato alla predicazione evangelica, e dal 1983 ha approfondito i valori della nonviolenza, della pace e dell’amore con i Quaccheri, su cui ha scritto alcuni saggi inediti.
Predica nelle Chiese Evangeliche di ogni Denominazione.
Dal 1976 ha aggiunto ai valori della Pace e del Cristianesimo quelli della Salvaguardia della Natura, attraverso i Verdi.
Da anni tiene, nelle scuole medie e superiori, lezioni sulla Storia del pensiero e dell’azione nonviolenta.
 
 
 
        
 
        
 
Sintesi Bibliografica
 
 
Ecco le Prove Adolf Eichmann-trad.–Cino Del Duca Ed.,
Milano 1960, traduzione dall’inglese
Carceri: Riforma Fantasma – Sugar Ed. – esaurito.
Introduzione al Cristianesimo Pacifista – Ed. Costruttori di Pace - disponibile
L’Ipotesi Nonviolenta, in La Nonviolenza – L’Alternativa – esaurito.
Il Disarmo Unilaterale – Quad della Lega per il Dis. Unilaterale–esaurito.
La Nonviolenza : una Scelta difficile – breve saggio - on-line
Cavalieri dell’Utopia – Poesie – esaurito
Meloritmi – poesie - esaurito
Ritmi Sociali – poesie -on line
Meditazioni Liriche – poesie – on line
Ritmi Arborei . poesie – on line
Psicoritmi – poesie – on line
Alle Radici del Federalismo – saggio -on line
Saggi su : Livorno, il Cimitero Inglese di Livorno, ecc.. . .
Guida di Livorno
Perché la Nonviolenza – saggio, on line, 2003 – si può avere e-mail
Aspetti Sociali del Messaggio Cristiano
Saggi sul Quaccherismo, on line
Chi sono i Quaccheri
L’Avventura Spirituale di Gorge Fox Giovane
Il Signore del Silenzio, meditazioni
 
Varie
Centinaia di scritti su Pace, Religione e Ecologia
su Riviste del Movimento Nonviolento, del Mov. Intern. della Riconciliazione,  su La Luce e Riforma, Com Nuovi Tempi ecc.
-----------------------------------------------
Indirizzo di Casa: piazza Roma 2 – 28823 Frino, Ghiffa, Verbania
Indirizzo e-mail: Melody@Libero.it - Tel.: 0323/59815
 
 Vi invitiamo a diffondere la notizia citando l’indirizzo del sito http://ecumenici.altervista.org/html/index.php

 

Di seguito l'iniziativa dell'ANPI di Crescenzago a Milano: "Ma tu sai chi era?"....

(leggi tutto...)

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Preferiamo la politica come impegno disinteressato e non collegato a meri interessi di una singola forza politica. E la scelta di voto fra i partiti e i candidati e le candidate della sinistra socialista, comunista e ambientalista è da valutare secondo coscienza. Da uomini e donne libere.

 

 

La riflessione

… E' anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. E' una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s'interessa al male viene frustrato, perché non c'è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale. "

 

HANNAH ARENDT

(Scambio di lettere con Gershom Scholem)

 

 

 

8 MARZO: LE INIZIATIVE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL

 

In occasione dell’8 marzo, la Sezione Italiana di Amnesty International organizza una serie di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle piaghe piu’ vergognose dei nostri tempi: le violazioni dei diritti umani delle donne.

 

Su questo tema, Amnesty International ha lanciato nel 2004 la campagna ‘Mai piu’ violenza sulle donne’ e, nelle prossime settimane, sara’ impegnata in un’azione volta a contrastare la violenza domestica in Francia, paese in cui – secondo una recentericerca dell’organizzazione per i diritti umani - ogni quattro giorni una donna muore per mano del proprio partner. Considerata per troppo tempo come un affare meramente privato, la violenza sulle donne e’ in realta’ un affare di Stato. La ricerca di Amnesty International si concentra soprattutto sulle violenze subite dalle donne nell’ambito delle relazioni intime e della tratta ai fini di prostituzione e fa il punto sulle risposte che le autorita’ francesi non hanno saputo dare alle vittime. ‘Fino a quando questa violenza sara’ occultata o minimizzata, fin tanto che non sara’ sufficientemente presa in carico dalle autorita’ francesi e riconosciuta come la reale posta in gioco per tutta la societa’, essa non avra’ fine.

Solo cosi’, la Francia, riconosciuta come patria dei diritti dell’uomo lo sara’ anche per quelli delle donne’ ha dichiarato, Prune de Montvalon, l’autrice della ricerca.

 

Le principali iniziative della Sezione Italiana di Amnesty International in programma l’8 marzo sono le seguenti:

 

- Firenze: Seminario ‘La violenza domestica: un male nascosto, una violazione dei diritti fondamentali delle donne’, in collaborazione con la Commissione Regionale Toscana per le pari opportunita’ uomo-donna el'associazione Artemisia - Centro donne contro la violenza ‘Catia Franci’ (Auditorium della Regione Toscana, via Cavour 4 , dalle 14.30 alle 18.30);

 

- uscita sul territorio nazionale del film ‘Moolaade’’ di Sembene Ousmane (distribuzione: Lucky Red, patrocinio di Amnesty International). Il film del pluripremiato regista senegalese racconta la vittoriosa rivolta delle donne di un villaggio contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili.

 

- Milano: presentazione del libro fotografico ‘Italiane. Cinquant’anni di storia italiana al femminile’ di Gianni Berengo Gardin (Nuovo Spazio Guicciardini, via Melloni 3, ore 11). Il volume inaugura la nuova serie di libri fotografici dell’editore di Amnesty International, EGA di Torino. Oltre all’autore sara’ presente Lella Costa, autrice della prefazione.

 

- Roma: in collaborazione con gli Assessorati alle Pari Opportunita’ e alle Politiche Educative del Comune di Roma, l’evento finale per gli studenti e le studentesse della citta’ che hanno partecipato alle attivita’ sui diritti delle donne all’interno del progetto per le scuole ‘Rome for Women’. A conclusione di un lungo anno di lavoro, a partire dalle 10.30, il Consiglio Comunale di Roma si riunira’ in seduta straordinaria e il sindaco Walter Veltroni premiera’, nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio, tutte le classi che hanno contribuito a promuovere e difendere i diritti delle donne nelle citta’. Tutti i progetti realizzati dalle scuole saranno esposti in una mostra all’interno della Protomoteca e visibili anche su www.amnesty.it/educazione.

 

Ulteriori appuntamenti della campagna ‘Mai piu’ violenza sulle donne’ sono elencati sul sito www.amnesty.it

 

 

Per informazioni, approfondimenti e interviste:

Amnesty International Italia - Ufficio stampa

Tel. 06 4490224, cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

 

 

 

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1938 – 1945
La persecuzione degli ebrei in Italia
Una Mostra a stampa della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano

 

 

Scheda informativa

1938 – 1945 La persecuzione degli ebrei in Italia
Una Mostra a stampa della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC

Disponibile a Milano fino al 26 marzo

Museo di Storia contemporanea

Palazzo Morando Attendolo Bolognini – Via Sant’Andrea 6

Orari: 9.30-13.00 ;   

(Lunedì  e i pomeriggi chiuso -  ingresso gratuito)

 

 

La Mostra illustra, con impostazione scientifica e completezza storica, la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945. Essa ricostruisce tanto la fase della minorazione dei diritti e della persecuzione sociale, attuate dal 1938 al 1943 sotto il governo fascista del Regno d’Italia, quanto la fase degli arresti, della deportazione e dello sterminio, attuati dal settembre 1943 alla Liberazione nelle regioni poste sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana.

La Mostra si sviluppa in 15 sezioni tematiche: tre di premessa e contestualizzazione, cinque sul periodo 1938-1943, sei sul periodo 1943-1945, una sull’immediato dopoguerra:


1.Ebrei nell’Italia unita

2.Antisemitismo e razzismo
3.Ebrei e Italia fascista

4.Propaganda antiebraica 1937-1938
5.Le leggi antiebraiche del 1938-1939

6.Gli effetti delle leggi
7.Di fronte alla persecuzione

8.Le norme antiebraiche del 1940-1943
9.L’Europa nazista e gli ebrei: persecuzione e sterminio
10.1943: occupazione tedesca ed estensione della shoah in Italia
11.1943: la politica antiebraica della Repubblica sociale italiana
12.Carceri, campi, eccidi

13.Deportazione dall’Italia e sterminio
14.Clandestinità, fuga, resistenza, soccorso

15.Il ritorno alla vita

La Mostra contiene esattamente 15 testi introduttivi tematici, 120 riproduzioni di documenti pubblici e privati, fotografie, giornali, libri, ecc., alcune carte geografiche tematiche e prospetti. Il materiale esposto testimonia gli aspetti principali della vicenda e singoli casi specifici.

La Mostra è composta in totale da 38 pannelli.

Per le scuole: versione stampata su cartoncino, con pannelli di dimensioni circa cm 96 per 34. Informazioni e distribuzione: Fondazione CDEC; contatto biblio@cdec.it.

Guide e testimoni: progetto.memoria@tiscali.it 

La Mostra è corredata da una Guida didattica: www.cdec.it , pagina “Mostre”, dal 9 gennaio 2006.

 

 

 

 

 

 

Segnalazioni


Le losungen sono disponibili gratuitamente  - per l’intero anno 2006 -  scaricandole (alla voce download) sul sito www.losung.de , dopo aver scelto la lingua preferita.

 

Possiamo spedirvi in allegato l’ultimo numero della newsletter elettronica “Liberarsi”, quale segno di attenzione all’attività giornalistica all’interno di un carcere. Buona lettura.

La red